Cammino del San Salvador
Camino de San Salvador
Progetto: Barbara ha ideato, proposto e organizzato in tutti i particolari questa piccola avventura. L' idea è questa:
Barbara, i due cani ed io andremo in camper a Leon, dove ci raggiungeranno nove giovani e pur storici amici in aereo+treno. (Al grido di BRANCA BRANCA BRANCA! LEON LEON LEON! )
Da lì si partirà per il suddetto cammino di sei giorni, attraversando la Cordigliera Cantabrica fino ad Oviedo. Io non camminerò con gli altri ma li seguirò con il camper. Uno dei cani camminerà con Barbara, all'altro baderò io, sono pagato per questo.
Giovedì 14 maggio 2026
Partenza da Ponderano verso le 20 . Poco traffico, salendo in Val Susa i tir si fermano tutti dove possono, oggi era festa in Francia e i tir non potevano girare. Dormiremo a Cesana , dove ci sono 2 gradi, a Claviere -2. L'area sosta camper è triste e deserta, indi optiamo per un parcheggio quasi in centro, noi sul lettone, i cani nei loro appartamenti.
Venerdì 15
Compriamo il pane a Cesana poi a Claviere nevischia, scendiamo la splendida valle della Durance poi da Gap puntiamo verso Carcassonne passando orizzontali attraverso valli e colline di straordinaria bellezza geologica. Di fatto stiamo viaggiando sul fondo del mare di tanti milioni di anni fa. Strati alternati di calcari e marne, incisi e sciolti dall'acqua meteorica e deformati da enormi pressioni dell'orogenesi. Funghi alghe licheni e vegetali hanno creato uno strato di terreno fertile dove la vita continua ad evolversi.
La strada ci fa passare dalle spettacolari Gorges de saint May, otto chilometri di gole dalle pareti gialle, ocra e rosse, con poche spettacolari colate di licheni più neri del carbone.
(Le Gorges de Saint-May sono un impressionante canyon scavato dal fiume Eygues nella Drôme provenzale (Francia). Lunghe circa 8 km, offrono un paesaggio spettacolare con pareti rocciose a strapiombo, ideali di per chi ama la natura selvaggia, il birdwatching e le escursioni. )
Sul fondo scorre un torrente sfruttato da avventurosi canoisti.
Poco più avanti una grande pianura , ci fermiamo per una breve visita intorno al
Castello de Suze la Rousse. Qui:
Proseguiamo e ci sistemiamo per la notte a Quissac dove periodicamente il torrente Vidourle allaga mezzo paese.
La via centrale del paesino è molto bella, medievale. Gatti ovunque. Giovani che scherzano davanti all'unico bar aperto, allegri, vitali, ben diversi dai frequentatori di bar cittadini.
Oggi abbiamo visto una nutria che pascolava in un fosso e un magico gheppio in Spirito Santo.
Sabato 16
Ripartiamo, pianura, ma gli strati di calcare e marna sono quasi paralleli al terreno, e molto erosi dal tempo. E allora coltiviamo la vite!
Ci sono un sacco di viti, piccole, vicine, con tutte le foglie nuove, distese enormi di viti, sicuramente dotate dei tubi di irrigazione, non temono la ruggine. Passiamo vicino a Sommiers, un sacco di gente, ci deve essere qualche manifestazione sportiva. Più avanti prendiamo l'autostrada , scorre a sud di Montpellier, volano gabbiani, siamo vicini al mare. A Béziers giriamo verso nord, Carcassonne,Toulouse. Dopo le 12:30 ci fermiamo per pranzo in un'area di servizio, da qui, poco oltre, c'è un laghetto, grandi querce stupende, un canale navigabile, una chiatta che passa, un posto accogliente, spettacolare!! Germani reali, svasso, balestrucci, un cardellino, un airone cinerino.
Ripartiamo, passiamo vicino a Toulouse. Costeggiamo a lungo con i Pirenei a sinistra e la pianura a destra. Nei boschi vicini non ci sono più i bellissimi pini silvestri delle Gorges , ce ne sono altri che non conosco. Finita l'autostrada (uscita 16) risaliamo la splendida valle che porta al traforo Bielsa/Aragnouet, la strada è ampia, sinuosa, strade simili in Italia non ci sono. Ci fermiamo ad Aragnouet per un caffè, cittadina montana azzimata turistica. Da Aragnouet in su la strada è molto ripida, il traforo è a 1821 metri. Ci fermiamo per la notte a Bielsa, 1026 metri, siamo in Spagna.
Domenica 17
Notte tranquilla nel parcheggio a Bielsa. Bella giornata, siamo a metà dei Pirenei, per scendere fino al piano percorriamo valli stupende, la prima parte con gole e canyon spettacolari, colori magnifici dei tanti calcari , il torrente gonfio di acqua azzurra (tipico delle zone calcaree) scorre sulle pietre bianche o gialline di licheni e alghe. Tutto intorno è molto selvaggio, solo la strada è innaturale.
Vedere rio Conca , rio Jaca, rio Ara.
Si arriva ad Aínsa-Sobrarbe importante paese medievale vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/A%C3%ADnsa-Sobrarbe
Facciamo sosta per visitare il paese. La seconda valle è molto più aperta, aprica, cambia del tutto la litologia, non più calcare ma arenarie e marne, multicolori, sempre più fini man mano che ci si allontana dai Pirenei, il terreno è sempre povero, erbe e vegetazioni conseguono.
Da Jaca (famosa per la sua Cittadella fortificata del 1595, perfettamente integra) in poi una nuova autostrada imponente è in gran parte percorribile, ma si perdono molteplici oggetti interessanti: il transito vicino ad un enorme invaso, i paesi abbandonati, una forra formidabile nei pressi di Sanresa dove volano i grifoni e ci sono i resti di una grande casa Patrizia romana. Per risparmiare pochi minuti si rinuncia al sale della vita, si profanano gli ambienti con sbancamenti immani, si segmenta l'ambiente dei selvatici.
Dopo due ore di guida da Ainsa arriviamo a Pamplona. Parcheggiato il camper in basso fuori le mura, saliamo a Pamplona dalla porta con il ponte levatoio ( Fossati, mura altissime, questa parte di Pamplona era una Cittadella militare ).
Con i cani visitiamo qualche via e la cattedrale, vediamo, passando, il meraviglioso museo de la Navarra. Torniamo al camper, diamo da mangiare alle bestiacce e, finalmente soli, torniamo su a cenare al Caffè Iruna, dove ci aspetta Ernest Hemingway per parlarci di tori. Secondo lui è a Pamplona che ci sono i tori più grossi di tutta la Spagna.
(25 euro menù di domenica sera).
Lunedì
Su grandi strade ripartiamo verso Leon, ci fermiamo a Los Arcos per il caffè, paesino pieno di pellegrini, in bici, a piedi, aspettano il bus , di tutti i gusti. Chiesa bellissima ma chiusa. Bel campanile, tutto è di arenaria color terra. Anche in questo paesino di certo fanno la corsa dei tori: ci sono infatti i robusti ripari di legno a difesa dei negozi e dei portici. Ripartiamo, superiamo Logrono, pianure, colline, coltivazioni, industrie, nuove strade. Gli sconfinati territori spagnoli vengono brutalizzati , negli anni recenti e attuali, per rendere più competitiva e ricca la Spagna.
Passiamo vicino ad Atapuerca , sito archeologico importantissimo (vedi uomo di Atapuerca, il primo abitatore dell'Europa, 1,2 milioni di anni fa, e altri resti di altri uomini più recenti , 430 Mila anni, antenati dei Neanderthal).
A tratti , dall'autostrada , vediamo i pellegrini trascorrere nei sentieri fra i campi, anche loro arriveranno a Leon. Già da prima di Burgos ci sono foreste di pale eoliche, iniziano le mesetas, 900 metri di quota. Tra gli strati di marna e calcari appaiono strati, più di uno, biancastri e a volte argentei. Penso che sia gesso, forse prodotti nel Messiniano, quando tutto il Mediterraneo era evaporato, lasciando enormi strati di salgemma (miniere in Sicilia) e gesso. 5-6 milioni di anni fa. Dove questi strati affiorano in superficie il terreno è inadatto alla coltivazione.
Scompaiono le pale eoliche, ma le mesetas continuano, sono pochissimi i cumuli di balle di fieno, famosi lungo il cammino di Santiago, ora non si usano più . Spettacolari le gialle fioriture di ginestre dei carbonai, anche lungo la strada. Finisce l'AD BLU, con un colpo di culo ci fermiamo a fare rifornimento in un posto per camion, il gasolio costa solo 1,578 €. Più avanti ci fermiamo per mangiare in una area sosta per camion, sull'autostrada.
Poi ci fermiamo ancora a Sahagún, cicogne sui ruderi, pellegrini in sosta o in pausa.
Ancora un po' di km e arriviamo a Leon. Fin qui circa 1600 km.
Un'area sosta camper è vicina al centro. Con la nuova scorta di acqua facciamo finalmente la doccia. Andiamo in centro, cattedrale fantastica, plaza Major idem. Identifichiamo l'albergo per i nostri amici che arriveranno domani, prenotiamo un ristorante per 11, domani sera. Torniamo in camper, cena e sgambata per i cani, cena per noi. Sono le 23.
Martedì 19
Oggi arriveranno gli amici in treno da Madrid. Mattinata a lavare la roba in due lavadoras-secadoras diverse. E facciamo un po' di spesa. Visitiamo s.isidoro e casa Botines, pranzo, sgambata dei cani, alle 17:30 arrivano gli amici, albergo, visita alla cattedrale, birra in piazza mayor, cena sontuosa presso ristorante Ezechiele. Ritorno al camper, Gambara cani, e nanna. Domani cambia tutto.
Mercoledì 20
Alle otto arrivano festosi i nove amici, ci scaricano nove zaini e trolley sul camper e si va in un bar vicino a fare colazione. Dopo aver passeggiato i cani li raggiungo al bar. Qui è abitudine fare l'ordinazione al banco e portarsi la tazza ad un tavolino, epperò insieme viene offerta una fettina di dolce o un biscotto.
Il Cammino di san Salvador inizia dalla cattedrale di Leon, ma noi, esperti e saggi, con un bus evitiamo i primi 7 km , tutta periferia ben poco interessante. Restano comunque 20 km , con un po' di salita e in una giornata calda, una tappa rispettabile.
Ci si ritroverà a La Robla verso le 16:30, io procedo con il camper i bagagli pesanti ed un cane.
Provo a raggiungerli ad una tappa intermedia (Villalbura) il navigatore mi porta su una strada di campagna con erba alta, e inquietante, a metà corsia. Mi fermo dove la strada diventa impossibile, ma da qui vedo gli amici camminare in alto oltre un torrente e sopra calanchi di terra rossa, Barbara ha visto il camper, ci salutiamo.
Vado quindi direttamente a La Robla, fine tappa, passeggiata con la piccola Monkey, pranzo, lettura. Alle 17 arrivano gli amici un po' stanchi ma solo per il caldo delle ultime ore.
Sistemazione alla Hospederia la Bogadera , birretta , e cena più che soddisfacente , zuppa (fabada asturiana) con fagiolini bianchi e fettine di chorizo, tutto in piazza de la Constitucion.
Giovedì 21 maggio
Colazione spartana nel bar della piazza, partenza per tempo dei pellegrini.
Io compro euro al bancomat poi cerco una passeggiata nei dintorni. Vado a Cinera, paesino in una valle vicina, passeggiata di pochi chilometri (Faedo di Ciñera Itinerario ad anello da Ciñera), faggeto antico, entrata di una miniera di carbone, cavalli, una gola strettissima, pareti di calcare , ambiente dolomitico, tracce di caprioli. A quanto ho inteso La Robla e dintorni era un tempo zona di miniere di carbone, dismesse ormai da decenni. (Leggere foto cartelli).
Monkey in ambiente è brava, molto autonoma, ma abbaia alle persone che incontra (ho sempre il dubbio che faccia bene).
Torniamo in camper verso le 13, mangiamo un boccone
Poi in 17 minuti di salita arriviamo a Poladura de la Tercia. Strada facendo vedo 5 cicogne in un prato, ed un'altra nel nido su un pioppo nero spezzato. Dopo tre ore arrivano gli ardimentosi pellegrini, hanno fatto più di 22 km con almeno 500 metri di salita, in ambiente montano. Sono stanchi ma tutti entusiasti per i luoghi, i sentieri e soprattutto le fioriture che sono ora al massimo del loro splendore. Qui siamo a 1300 metri, ci sono storni, gazze e almeno tre tipi di rondini. C'è un nido di cicogna, con due pulli nati da poco, sopra un albero secco, noto che un adulto è sempre sul nido, quando l'altro genitore arriva il primo se ne va. Penso sia perché temono incursioni di uccelli rapaci, e gazze e corvi che appaiono ogni tanto, e sono molto interessati ai grossi pulli di cicogna. Niente di diverso da quel che fanno i genitori umani: non un minuto soli, i bimbi.
Cena semplice ma molto appagante all'Hotel Rural el Embrujo: enormi terrine piene fino all'orlo di zuppa di lenticchie con fettine di chorizo e due grandi vassoi con filetti di maiale impastati nella senape.
Venerdì 22
Oggi uno degli amici mi fa compagnia e mi aiuta a fare il dog sitter, divideremo il compenso. Ci soffermiamo un'oretta in questo paesino che sembra deserto, ma ci sono gatti, pollai chiusi e polli liberi, ci fermiamo per osservare affascinati i moltissimi uccelli che cantano, ci volano vicini, accudiscono ai piccoli, un'attività frenetica e gioiosa, ogni tetto ha nidi di passero, storno, rondine, rondone, balestruccio. Sui fili della luce vediamo rondini, una giovane ballerina bianca, l'immancabile codirosso e una batteria di balestrucci forse giovani esemplari.
La presenza di così tanti insettivori è dovuta alle stalle, ai bovini, e i pollai attirano i passeri. Questi allevamenti vanno sparendo, fra pochi anni il mese di maggio sarà ben più silenzioso.
Dopo la parentesi ornitologica (che ha emozionato e coinvolto moltissimo il mio amico: ho temuto mi chiedesse circa l'edibilità della cicogna), scendiamo fino a Pola de Gordon dove c'è un'area camper e per cercare la Cueva de Valporquero che sbagliando credevo vicina. Facciamo le pulizie del camper e compriamo qualcosa per il pranzo. Ripartiamo e risaliamo la valle, su un colle c'è il confine tra Castilla-e-Leon e le Asturias. Poco dopo siamo a Pajares. Aspettiamo gli amici per un paio d'ore e intanto discorriamo di enigmistica classica, che secondo Umberto Eco è una vera arte.
Arrivano intorno alle 16:30, sono bruciati dal sole, meno stanchi di ieri ma altrettanto felici per i posti, i paesaggi, le rigogliose fioriture montane che sfruttano il calore e l'umidità di maggio per dare il loro massimo prima delle calure siccitose estive. Hanno percorso 'solo' una quindicina di chilometri con molta discesa. Questa sera si pernotterà alla Posada real de Pajares, per la cena ci aspetta un bar poco lontano con la terza zuppa, stavolta a base di riso e ceci e le immancabili fettine di chorizo. Come già ieri sera, c'è un vino rosso strepitoso. Tornati alla Posada Real, spunta una chitarra e si canta.
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